
Nei suoi continui viaggi in metro, innumerevoli andate e altrettanti ritorni, regolari, immutabili e silenziosi, Filippo era solito osservare con curiosità i suoi compagni di viaggio. Dalle loro espressioni ne immaginava la vita, le preoccupazioni, le gioie, il lavoro, gli amori. A volte si soffermava più a lungo e prendeva appunti, brevi note, alcuni rapidi schizzi. Quei visi, quelle vite, mai combaciavano con le righe di testo che si accumulavano e scorrevano sul suo monitor durante le solitarie notti di chat.
December 05, 2008, 4: 12pm Comments