Paolo non sapeva come sottrarsi ai continui stimoli che la vita gli dava, perciò un giorno grigio di novembre decise di sposare la sua vicina di casa, quella bassa, grassa, sciocca e un po’ puzzona.
Paolo non sapeva come sottrarsi ai continui stimoli che la vita gli dava, perciò un giorno grigio di novembre decise di sposare la sua vicina di casa, quella bassa, grassa, sciocca e un po’ puzzona.


Marcello era sempre indifferente. Sembra che lo aiutasse a mantenere le distanze e a tenere un po’ d’equilibrio. Era indifferente a tutto e a tutti, la sua espressione era vacua, apatica e gli occhi vuoti come il cappello di un mendico.
E indifferente rimase fino al giorno in cui un signore gentile gli disse: “Marcello, svegliati, sei morto!”. E Marcello sorrise, lentamente.
Marcello era sempre indifferente. Sembra che lo aiutasse a mantenere le distanze e a tenere un po’ d’equilibrio. Era indifferente a tutto e a tutti, la sua espressione era vacua, apatica e gli occhi vuoti come il cappello di un mendico.
E indifferente rimase fino al giorno in cui un signore gentile gli disse: “Marcello, svegliati, sei morto!”. E Marcello sorrise, lentamente.


Giancarlo, una porzione indigesta di una vita funesta. Da piccino caduto dalla padella alla brace, Giancarlo è il bagnato su cui piove, l’ambulanza su cui sparano, il pianista morto ammazzato.
Giancarlo, una porzione indigesta di una vita funesta. Da piccino caduto dalla padella alla brace, Giancarlo è il bagnato su cui piove, l’ambulanza su cui sparano, il pianista morto ammazzato.


Serena di nome, non di fatto. Era semmai una persona difficile, sempre sofferente ed eternamente triste. Scomparve improvvisamente dalla faccia della terra il giorno in cui tornò bambina. L’ultima volta venne vista sorvolare il luna park, afferrata ad una nube di palloncini colorati.
Serena di nome, non di fatto. Era semmai una persona difficile, sempre sofferente ed eternamente triste. Scomparve improvvisamente dalla faccia della terra il giorno in cui tornò bambina. L’ultima volta venne vista sorvolare il luna park, afferrata ad una nube di palloncini colorati.


Nei suoi continui viaggi in metro, innumerevoli andate e altrettanti ritorni, regolari, immutabili e silenziosi,  Filippo era solito osservare con curiosità i suoi compagni di viaggio. Dalle loro espressioni ne immaginava la vita, le preoccupazioni, le gioie, il lavoro, gli amori. A volte si soffermava più a lungo e prendeva appunti, brevi note, alcuni rapidi schizzi. Quei visi, quelle vite, mai combaciavano con le righe di testo che si accumulavano e scorrevano sul suo monitor durante le solitarie notti di chat.
Nei suoi continui viaggi in metro, innumerevoli andate e altrettanti ritorni, regolari, immutabili e silenziosi, Filippo era solito osservare con curiosità i suoi compagni di viaggio. Dalle loro espressioni ne immaginava la vita, le preoccupazioni, le gioie, il lavoro, gli amori. A volte si soffermava più a lungo e prendeva appunti, brevi note, alcuni rapidi schizzi. Quei visi, quelle vite, mai combaciavano con le righe di testo che si accumulavano e scorrevano sul suo monitor durante le solitarie notti di chat.


“Rodrigo non lascia mai spazio a dubbi, credo. È una persona con le idee molto chiare, ma non troppo… o forse no, in effetti è un tipo abbastanza confuso. Comunque… è una persona con una memoria di ferro, che non lascia mai spazio a dubbi, credo. È una persona con le… di che stavamo parlando?”
“Rodrigo non lascia mai spazio a dubbi, credo. È una persona con le idee molto chiare, ma non troppo… o forse no, in effetti è un tipo abbastanza confuso. Comunque… è una persona con una memoria di ferro, che non lascia mai spazio a dubbi, credo. È una persona con le… di che stavamo parlando?”


Dopo aver gettato le chiavi della gabbia rosea e lucente in cui si era rinchiusa, Lara passò lunghe giornate ammirando le prospettive geometriche che si riflettevano nei grandi specchi ovali della sua prigonia. Sebbene per lungo tempo fosse stato il suo principale interesse (non faceva nient’altro che parlare di specchi, sbarre e prospettive di sbarre) nessuno dei suoi amici o dei suoi occasionali amanti ebbe mai occasione di apprezzare quegli incroci di angoli e rette dentro ai quali Lara si era persa.
Dopo aver gettato le chiavi della gabbia rosea e lucente in cui si era rinchiusa, Lara passò lunghe giornate ammirando le prospettive geometriche che si riflettevano nei grandi specchi ovali della sua prigonia. Sebbene per lungo tempo fosse stato il suo principale interesse (non faceva nient’altro che parlare di specchi, sbarre e prospettive di sbarre) nessuno dei suoi amici o dei suoi occasionali amanti ebbe mai occasione di apprezzare quegli incroci di angoli e rette dentro ai quali Lara si era persa.


Il mio regno per un nuovo Uomo. Questo direbbe Mr. Rosenthal se potesse parlare. Agiterebbe il pugno destro nell’aria per poi stringersi il pacco e starnutire con forza. Questo solo se potesse alzarsi dal letto, ma non può, solo, gesticolante nel buio di una stanza qualsiasi di un mondo qualsiasi.
Il mio regno per un nuovo Uomo. Questo direbbe Mr. Rosenthal se potesse parlare. Agiterebbe il pugno destro nell’aria per poi stringersi il pacco e starnutire con forza. Questo solo se potesse alzarsi dal letto, ma non può, solo, gesticolante nel buio di una stanza qualsiasi di un mondo qualsiasi.


Dario era enorme, immenso, montagnoso. Era così grande che chiunque cercasse di guardarlo negli occhi veniva colto da nausea e vertigini. Dario non sorrideva mai, la sua bocca era una fessura di una spanna nella quale, se mai fosse stata spalancata, sarebbe potuto entrare un melone. Il giorno in cui donò i suoi organi, salvò la vita a 14 persone. Il suo cuore, così potente da alimentare due sistemi sanguigni, è stato trapiantato a Antonio e Salvatore F., due gemelli siamesi di origine siciliana.
Dario era enorme, immenso, montagnoso. Era così grande che chiunque cercasse di guardarlo negli occhi veniva colto da nausea e vertigini. Dario non sorrideva mai, la sua bocca era una fessura di una spanna nella quale, se mai fosse stata spalancata, sarebbe potuto entrare un melone. Il giorno in cui donò i suoi organi, salvò la vita a 14 persone. Il suo cuore, così potente da alimentare due sistemi sanguigni, è stato trapiantato a Antonio e Salvatore F., due gemelli siamesi di origine siciliana.


Potrebbe chiamarsi con innumerevoli nomi, Ludovica, stroncata dal marito con una pistolettata in piena fronte la notte del 19 settembre 2008.
Potrebbe chiamarsi con innumerevoli nomi, Ludovica, stroncata dal marito con una pistolettata in piena fronte la notte del 19 settembre 2008.


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